sabato 27 dicembre 2025

l'Evoluzione del Sacro: Tra Leggi Ermetiche, Vacuità Zen e il Divenire di Darwin

 

Recentemente, leggendo un articolo su una rivista di approfondimento scientifico e filosofico, mi sono soffermato su una provocazione: l'idea che il fanatismo di chi difende i dogmi religiosi sia speculare a quello di chi trasforma la scienza in una nuova, rigida religione. Questo scontro, spesso sterile, tra Creazionismo ed Evoluzionismo nasconde in realtà una verità più sottile che molti sembrano ignorare.

La scienza ci dice "come" accadono le cose, ma la spiritualità ci suggerisce "cosa" siamo nel profondo di questo processo. Se superiamo il timore che Darwin ha instillato nel nostro ego — quello di non essere la specie "eletta" — scopriamo che l'evoluzione non è affatto la fine del sacro, ma la sua più grandiosa manifestazione.


1. La Corrispondenza Ermetica: «Come sopra, così sotto»

La visione di un'energia universale che muove il cosmo e, allo stesso tempo, ci tiene in vita trova il suo fondamento nelle antiche dottrine ermetiche. Il Kybalion recita: «Tutto è Mente; l'Universo è Mentale». Questa "Mente" non è un dio antropomorfo, ma la Sorgente o Forza Universale di cui non conosciamo l'inizio né lo scopo, ma di cui siamo espressione.

Secondo il Principio di Corrispondenza, l'energia che fa orbitare i pianeti è la stessa che vibra nei nostri atomi. In questo senso, siamo "divini": non perché superiori alla natura, ma perché composti della sua stessa sostanza energetica. Quello che gli antichi chiamavano "Figli di Dio" è, in chiave moderna ed esoterica, la consapevolezza di essere frammenti dell'Uno in continua formazione.


2. Il Flusso Evolutivo e l’Impermanenza Buddhista

Darwin ha descritto un mondo in perenne mutamento, dove le specie si trasformano per adattarsi. Questa non è solo biologia; è la traduzione scientifica del concetto buddhista di Anicca (Impermanenza).

Nulla nell'universo è statico. Il Buddhismo ci insegna che l'attaccamento a un'identità fissa è la radice della sofferenza. L'evoluzione ci dice lo stesso: la vita è un flusso. Accettare Darwin significa accettare che siamo parte di un "divenire" cosmico. La nostra "divinità" non risiede in una forma immutabile, ma nella capacità di questa Energia Universale di fluire attraverso di noi, trasformandosi incessantemente.


3. La Spiritualità del Quotidiano: La Via dello Zen

Se il divino è la natura stessa e la natura è l'universo in formazione, allora la ricerca del sacro non deve avvenire in regni astratti o divinità esterne. La fisica quantistica stessa, mettendo in dubbio la solidità della materia, ci suggerisce che il "fuori" e il "dentro" sono meno distinti di quanto crediamo.

Qui si innesta la lezione dello Zen: la spiritualità si manifesta nelle azioni quotidiane.

  • Apprezzare un tramonto, curare una pianta o semplicemente respirare consapevolmente non sono gesti banali, ma atti di connessione con l'Uno.

  • Come dicono i maestri Zen: «Tagliare la legna, attingere l'acqua: ecco il miracolo».

Non serve cercare il divino nel trascendente se non siamo in grado di onorarlo nell'immanente. La vera spiritualità è uno stile di vita "ecologico" nel senso più profondo: un rispetto sacro per il divino che abita in noi e in ogni altra forma di vita.


Verso una Nuova Ecologia dell'Anima

Ergo, non è nella ricerca di una salvezza esterna che dobbiamo impegnarci, ma nella scoperta del divino interiore. Questo richiede un cambio di paradigma: passare dall'essere "padroni della natura" (antropocentrismo) all'essere "consapevolezza della natura".

Siamo Homo Sapiens, sì, ma siamo soprattutto canali attraverso cui l'Universo sperimenta se stesso. Rispettare l'ambiente, rispettare gli altri e rispettare il proprio corpo significa, in ultima analisi, onorare l'Energia che ci permette di dire "Io sono".

In questo oceano di incertezze, dove persino la fisica vacilla, l'unica bussola che resta è la meraviglia per ciò che esiste. Una spiritualità che non teme la scienza, ma la usa come una lente per ammirare, con ancora più stupore, l'infinito mistero di cui siamo parte.

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